Fabiana Pagani

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InFamiglia

Regia di Francesco Marchesi

Dal 31 ottobre al 4 novembre 2017 ore 21.00
5 novembre 2017 ore 19.00

TEATRO TORDINONA
Via degli Acquasparta, 16 (Roma)

Per info e prenotazioni manda una mail a fgpproduzione@gmail.com o invia un messaggio su whatsapp al n. 339-1547068.

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Trama

INFAMIGLIA

Versione italiana de “La de Vicente Lopèz” di Julio Chávez
Traduzione e adattamento di Fabiana Pagani
Regia di Francesco Marchesi

Infamiglia è l’adattamento italiano dell’opera “ La de Vicente Lòpez” di Julio Chávez. Argentino, drammaturgo, attore pluripremiato in ambito internazionale, artista eclettico, creatore di mondi poetici unici con un particolare sguardo critico sulla società contemporanea. La sua drammaturgia ha una costante poetica di base: il minimalismo realista con forte presenza di humor, come strumento di riflessione e autocoscienza individuale e sociale.

Attraverso l’umorismo Chávez affronta i conflitti umani e traumi sociali, rendendoli più sopportabili. Quest’opera in particolare è una violenta parodia che esprime una visione cinica di rapporti famigliari disintegrati, metafora quantomai attuale. L’opera è stata rappresentata per quattro anni consecutivi con uno straordinario successo di pubblico e critica.
L’azione si svolge nella casa di Beatrice, dove la ricca Alice e il suo toyboy rumeno sono stati invitati per passare la notte di Capodanno insieme alla sorella e ai suoi figli, a loro si unisce casualmente un imbianchino sardo. I personaggi hanno tutti origini differenti, poche affinità e anche i pochi legami affettivi ormai sono logori. All’interno del tipico contesto del Capodanno in famiglia le loro interazioni, rotte da incomunicabilità e intolleranza, passano da divertenti frecciate a feroci vendette e maltrattamenti. L’umorismo costante, dato dalle situazioni paradossali e dal linguaggio a tratti scurrile di alcuni personaggi, colloca lo spettatore in una posizione scomoda: non può smettere di ridere ma sta ridendo del cinismo, della brutalità e dell’animosità di personaggi politicamente scorretti.

Sinossi
La storia si svolge in un’unica notte e in un unico luogo: il salone della povera casa di Beatrice nei bassifondi di Roma tra la mezzanotte del 31 dicembre e le prime ore del 1° gennaio. La padrona di casa invita Alice, la ricca sorella, e il suo compagno Roman, un giovane rumeno, a passare con lei e i suoi due figli Alessandro e Elisabetta la notte di Capodanno. Al termine della cena la cortesia di circostanza viene sempre meno e i famigliari si spogliano di ogni falsa gentilezza confrontandosi in maniera sempre più accesa, mentre un imbianchino bloccato lì per caso diventa testimone involontario di questa farsa. La cordialità e la convivialità lasciano inesorabilmente spazio al rancore e alla rabbia mantenendo una suspence narrativa enorme, che tra il grottesco e il drammatico crea un clima opprimente, dando un senso di scoppio imminente.

Personaggi
Beatrice: ( Fabiana Pagani) La padrona di casa. Donna di mezz’età ancora piacente ma sciupata, sboccata e maliziosa. Ha ossessioni assurde, dovute alla mancanza di un uomo nella sua vita. Scaraventa tutta la sua frustrazione sui figli con i quali si impone costantemente, convinta così di poterli educare. Alessandro è il suo prediletto al punto da non vederne i limiti mentali. Nei confronti della figlia nutre un senso di invidia e fastidio trattandola sempre in maniera autoritaria e superficiale.
Alice: ( Vissia Catena) Sorella di Beatrice, zia di Alessandro e Elisabetta. Poco più giovane di Beatrice ma curata e piacente. Nata in povertà ha trovato fortuna in seguito, diventando donna ricca e rispettabile che vive nei quartieri alti della città col proprio giovane amante rumeno. Bella e cinica si atteggia a gran signora e cerca di imporre la propria posizione sociale in famiglia, dove il gioco le risulta più difficile data la folle energia della sorella.
Elisabetta: ( Alessia Capua) Figlia di Beatrice. Ragazza di 24 anni. Dolce, operosa ed estremamente credente. Mantiene i suoi familiari con ordine e cura. Conosce i limiti del fratello e cerca di aiutarlo in tutto e per tutto. Frustrata da una vita di sacrificio, cova un profondo rancore nei confronti della madre che crescerà nell’arco di tutta l’opera.

Alessandro: ( Roberto Oliveri) Figlio di Beatrice. Un bambino di 4 anni nel corpo di un ragazzo di 28. Ragazzo energico e ingenuo con un ritardo mentale evidente. Ha un carattere inquieto che oscilla tra ossessioni e violenti scatti d’ira. E’ la mascotte della casa.
Roman : ( Pierluigi Gigante) Il rumeno toyboy di Alice. Giovane belloccio che Alice esibisce come fosse un trofeo. E’ un ragazzo sportivo, cresciuto a Bucarest e trasferitosi in Italia. Ragazzo determinato, semplice e orgoglioso che sopporta i capricci dell’amante per essere mantenuto da lei.
Annibale: ( Ignacio Paurici) Il pittore. Imbianchino mezzo sordo, che è rimasto con la famiglia alla quale sta tinteggiando casa, per passare il Capodanno. Viene costantemente disturbato da Alessandro che vede in lui una figura paterna e cerca costantemente la sua attenzione.

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Cast

Francesco Marchesi

Si diploma con lode in chitarra classica e studia recitazione con, tra gli altri, Sergei Ostrenko, e lavora con lui presso il Teatro A. P. Cechov a Yalta, Crimea. Dopo le prime regie tra le quali “Fools”, “Woyzeck”, “La Signorina Papillon”,“Primo Maggio” nel 2011 consegue il Master di Regia Lirica dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, organizzato da Opera Academy Verona. Nel 2012 cura la regia di “Falstaff a pezzi/La sit-opera” di Manzoli e Gabardini, Fondazione Arena di Verona. Nel 2013 cura laregia de “L’Histoire du soldat”. Nel 2014 “Non c’è due senza soufflé”, “Civico 4” e “Plato” di cui è autore insieme. Dal 2015 è regista collaboratore di Marco Iacomelli per STM e Compagnia della Rancia per i musical “Next To Normal” e “American Idiot”. Nel 2016 è regista e coautore di “PornoDrama” spettacolo che ha come protagonista Stefano Fresi. E’ semifinalista al “RINGAWARD 2014 international competition for stage direction &design in Graz/Stiria”. Vince il “Nuovo Premio Teatro Traiano” 2015 con la regia del corto “InaspettataMente”.


Fabiana Pagani

Nasce a Buenos Aires ( Argentina). Inizia il suo percorso formativo con grandi maestri argentini: Agustin Alezzo, Raul Serrano Augusto Fernandez. In 1995 si laurea nel’ l’Istituto Universitario Nazionale delle Arti ( IUNA),con indirizzo Arte sceniche. Inizia la sua carriera nei teatri off di Buenos Aires. Nel 1997 arriva in Italia dove studia con Beatrice Bracco, Michael Margotta , Bernard Hiller, Vincent Riotta , Eugenio Barba e Danny Lemmo. Conosce Pasquale Squitieri con chi collabora nel film L’avvocato de Gregorio”, nel ruolo di Assunta insieme a Giorgio Albertazzi. Lavora con diversi registi: Rachid Bernahdj, per il Premio Solinas, Stevens Renzo, nel mediometraggio “ Quando cade la neve” nel ruolo di Silvia, e nel 2013 interpreta un ruolo protagonista nel film “ Maquillage” di Giuliano Parodi . In teatro lavora in diversi spettacoli, con la regia di Pasquale Squitieri, Fiorella Arno e Claudio Mummolo, Sandro Felice Leo, Lucilla Luppaioli , Beatrice Bracco. Nel 2014 frequenta il CAFT con la direzione artistica di Massimiliano Bruno. Partecipa al spettacolo “R&G, tutto questo è già successo” con la regia di Simone Leonardi. Successivamente partecipa alla rassegna teatrale “ ET esperimenti teatrali” nel Cometa Off di Roma, organizzato da Massimiliano Bruno, Con lo spettacolo “ L’ascensore di Babele” , con la regia di Roberto Di Maio, nel ruolo di Adele. E con lo spettacolo “ A volte” con la regia di Gianni Corsi. Nel 2017 , sotto la regia di Danny Lemmo , interpreta la Thelma di “ Night, Mother” di Marsha Norman.


Roberto Oliveri

Nasce in Argentina però cresce a Napoli. Si laurea in Economia e Commercio mentre parallelamente esegue il suo sogno di diventare attore. Studia recitazione nella Academia di Roma TST per diversi anni, continua la sua formazione con maestri come: Edoardo de Angelis, Danilo Nigretti, Francesca Leonetti, Stefania de Santis . Nel 2014 partecipa a un master con al direzione artistica di Massimiliano Bruno. Lavora in diversi cortometraggi “ Il sogno di Maya” con la regia di D.D’ax, “ Fumo Rosso” con la regia di G. Buzzatti, in televisione partecipa alla serie tv Fratelli di sangue con il ruolo di Francesco e la regia di Peter Tamaro. In teatro realizza “ Romeo e Giulietta” con la regia di Simone Leonardi, “Amore, Psiche e psicopatici “, regia G.Fiume, y con Dir.Art. Fioretta Mari, “Degustango” regia di M. Barreras , ” Rocky Horror Picture Show”, regia di D. Salier; “Terroni”, dirigida por R. D’Alessandro ; “Zero”, con la regia di R. Rocchi , “Macbeth”, regia di 26G. M. Buzzatti, “ L’ascensore di Babele” , con la regia di Roberto Di Maio, “Dark Pinocchio”, con la regia di T. Bernabeo e nel 2016 fino adesso è il nuovo protagonista di Gomorra 3, la serie per Sky tv.


Vissia Catena

Nasce a Roma ,inizia il suo percorso formativo da giovanissima frequentando laboratori teatrali tenuti da nomi illustri del teatro finché decide contemporaneamente agli studi classici di iscriversi alla scuola biennale di teatro “Accademia Permise de conduire” dove si diploma . Dopo il diploma frequenta il corso di recitazione e storia del teatro tenuto da Gaetano Tramontana all”università cattolica di Milano. Si diploma alla scuola di cinematografia Professione cinema nel 2005. Studia Doppiaggio, regia e recitazione con Daniele Luchetti e Maurizio Sciarra ,mimo con Vladimiro Lembo, canto con Evelina Meghnagi, improvvisazione con Rosa Masciopinto, Lello Arena, Leo Gullotta, frequenta seminari con il regista Argentino Roberto Luis Garay, con la casting director internazionale Norma Angeleri, Bernard Hiller. Lavora principalmente in teatro, numerose le letture con Mario Verdone, viene diretta da Giorgio Spaziani in “Pretesto, Romeo e Giulietta, “And Now The winter” ,il classico dei classici ” ” Prima esercitazione fuori luogo” ,”Seconda esercitazione fuori luogo”. Diretta da Gaetano Tramontana in “Sogno di una notte di mezza estate” viene diretta da Laura Jacobbi in “Amori sul filo” , e nel ” Principe Felice” si esibirà nel monologo “Il Dono” regia Adriano Sciarra. Numerosi gli allestimenti teatrali per la compagnia “teatro itinerante”. Viene scelta dal regista Antonello Schioppa nel cortometraggio “Bangtomato” . Collabora con il regista Stevens Renzo nel lungometraggio “Embers “.


Alessia Capua

Nata a Massa, studia recitazione diplomandosi nel 2008 nella scuola di recitazione “Accademia Armata Brancaleone”, continua la sua formazione perfezionandosi con maestri come: Sergei Ostrenko, Zorka Wollny, Edoardo Scatà, Giovanni Veronesi , da Andrea Pangallo, Matteo Tarasco, Luciano Melchionna, Alessandra Schiavoni. Nel 2013 si diploma al triennio della scuola di recitazione Fondamenta in Roma e frequenta il CAFT con la direzione artistica di Massimiliano Bruno.. Dal 2010 lavora come attrice in variati spettacoli con la regia di F. Marchesi per Festival Internazionale Teatro Lab, di Francesco Moccia, di Ivan La Pegna, e F. Giuffré. È attrice nella rassegna ET Esperimenti Teatrali di Massimiliano Bruno con lo spettacolo: “Civico 4” per la regia di Francesco Marchesi. Nel 2015. Vincitrice del premio della critica della Rassegna Teatrale “Ecce Dominae” come attrice e autrice del corto teatrale “Prospettive” per la regia di Giulia Fiume. Lo stesso anno Vincitrice III Edizione 2015 Nuovo Premio Teatro Traiano come attrice e autrice del corto teatrale “InaspettataMente” per la regia di Francesco Marchesi. Corto vincitore anche del premio Migliore Idea al concorso “Autori nel cassettoAttori sul comò”. 2016. È attrice e autrice dello spettacolo teatrale “PornoDrama” recitando a fianco di Stefano Fresi. È attrice e autrice nella I Edizione di “Le donne se la ridono” di Paola Minaccioni. In cinema “Cronaca di una passione” di Fabrizio Cattani. “Beata Ignoranza” di Massimiliano Bruno. Partecipa come interprete a diversi cortometraggi e come doppiatrice per diverse serie televisive e opere di cinema con la direzione di Massimo Corvo.


Ignacio Paurici

Nasce a Buenos Aires (Argentina), dove si laurea in Giurisprudenza e intraprende il suo percorso di formazione teatrale e cinematografica nella Scuola di Teatro Andamio 90, diretta da Alejandra Boero, e all’Universidad del Cine. Esordisce come attore nel circuito off teatrale di Buenos Aires con opere di Roberto Fontanarrosa, mentre la sua prima esperienza cinematografica è nel film Callas Forever di Franco Zeffirelli, girato a Bucarest. Dal 2002 vive a Roma, dove inizia la sua esperienza di assistente alla regia con Marco Carniti. Nel 2016 è Assistente alla regia nel film “Sleeping Around” diretto da Marco Carniti. Dal 2008 inizia lunga collaborazione con Franco Zeffirelli nei suoi diversi progetti artistici come assistente di Franco Zeffirelli: opere liriche nei teatri di Roma, Firenze, Verona, Palermo, Salerno, New York, Mosca;. Lavora inoltre come assistente alla regia di Giuseppe Bertolucci e nel 2015 è curatore artisico del Festival teatrale e cinematografico a lui dedicato. Continua gli studi di recitazione con Danny Lemmo, attore membro del Actors Studio e approfondisce il suo percorso formativo all’HB Studio di New York. Nel 2017 è Aiuto regista nelle opere teatrali “Night, Mother” e “The way we get by” dirette da Danny Lemmo. A Luglio del 2017 è Coregista, cosceneggiatore e attore protagonista del cortometraggio “Paradiso”, vincitore del MonFilmFest.


Pierluigi Gigante

Nasce a Salerno, studia recitazione con il Maestro Alessandro Nisivoccia nel Teatro San Genesio di Salerno, dopodichè si trasferisce a Roma e studia con il maestro Claudio Boccaccini . La sua carriera artistica inizia subito nella Rai 2008/2009: Carramba Boy nel programma di Raffaellà Carrà “Carramba Che Fortuna”, 2009/2010: TV: Puntata speciale dei “I fatti vostri-speciale oroscopo” condotta Da Giancarlo Magalli, nel 2010: è Ballerino nel programma di Michele Guardì: “Il lotto alle otto condotto da Tiberio Timperi, è anche Co-conduttore, valletto, nel programma “Una poltrona per due” di Adriano Aragozzini, su Rai extra. E’ protagonista di diversi spot per la Tim, Euronics, Festival del cinema di Roma, Le bebè gioielli di Marco Risi. In cinema nel 2010 esordisce con un ruolo in : “A natale mi sposo” regia di Paolo Costella. Nel 2013 lavora nel film “Che strano chiamarsi Federico” di Ettore Scola. Sono tanti i cortometraggi ai quali ha partecipato: “Romeo & Giulietta” di Carlo Carlei, “Quorarvaruna” di Carlo Guareschi, “La repubblica delle Banane” di Andrea Beluto, “Salifornia“ regia di Andrea Beluto, “Shabernack” di Giovanni Algieri, “Colazione da…” di Michele Annesi. Alterna il cinema al teatro con diversi spettacoli lungo la sua carriera: “L’Ultimo Volo”,“Romeo e Giulietta” ,“Il trucco e l’anima” e “Amore che vieni, amore che vai.” con la Regia di Claudio Boccaccini, “Le pillole D’ercole”, di C.M.Hennequin e P.Bilhaud, rassegna teatro di Claudio Boccaccini, Teatro La Cometa, Roma. Premio Alla Giuria. “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov regia di V.Cognatti. “Romeo e Giulietta” regia di V. Cognatti, teatro Ambra Garbatella. “Neime” regia di V. Cognatti, teatro dell’Orologio.


Note di regia

Infamiglia è uno testo unico. Spiazza costantemente. Unisce momenti esilaranti a drammatici colpi di scena. Riesce a coniugare situazioni estremamente credibili a una forte teatralità. Lo spazio è povero, un salone fatto di arredi di seconda mano con al centro una tavola imbandita ormai consumata, che in una perfetta allegoria dei rapporti tra i personaggi, rappresenta il nucleo familiare ormai consunto, una casa dismessa, fisicamente e moralmente. E’ abitata da personaggi crudi, senza fronzoli, con tutti i loro difetti e le loro fragilità, che hanno la familiarità di tanti archetipi e tanti tipi umani che incontriamo nella vita di tutti i giorni, ma grazie alla complessità dei loro rapporti e dei loro trascorsi nessuno di loro è un personaggio bidimensionale, ma al contrario sono tutti estremamente profondi.

Il toyboy Roman, la sboccata Beatrice, l’ingenuo Alessandro, l’operosa Elisabetta e l’altezzosa Alice sembrano vere e proprie “persone” quindi complesse, incoerenti, vere. L’imbianchino Annibale è un personaggio apparentemente secondario, mentre invece ha una funzione precisa e fondamentale del testo: è il pubblico, testimone di quello che accade. Lo spettatore si ritrova davanti questa stramba famiglia e allo stesso modo Annibale cerca di mantenersi super partes, ma col crescere della tensione drammaturgica si ritrova ad essere sempre più coinvolto, fino a diventare complice.

Il testo cadenza una vera e propria punteggiatura all’interno della partitura sonora dello spettacolo. I momenti quasi cacofonici dove si intrecciano parole, frasi, discorsi si susseguono tra momenti molto più dilatati e tensivamente ipnotici. Il suono è quanto mai un elemento fondamentale, tant’è che le azioni più violente e dirette vengono ascoltate, non vengono mai fatte vedere in scena, ma sempre raccontate da rumori, urla, singhiozzi. Quasi come a tutelare lo spettatore da immagini tanto sconvolgenti, e al tempo stesso lasciando ancora di più intatto il mistero dell’ignoto.

Uno dei tanti spunti di riflessione regalati dal testo è la difficoltà nell’accettare l’altro.
“Altro” in quanto straniero come nel rapporto tra Roman e Alice. Il ragazzo è un riflesso della donna anni prima, quando era una giovane ragazza povera che per potersi arricchire fece un matrimonio di convenienza, Alice esercita su di lui una dura legge del contrappasso, dove non solo Roman deve sottostare ai suoi capricci, ma deve sottomettersi e rifiutare le proprie origini, quelle rumene. Lei ha rifiutato le proprie origini facendo elemosina dei suoi averi e della sua presenza alla sorella, allo stesso modo lui deve rifiutare tutto ciò che possa ricordargli il proprio umile paese d’origine. Questo sarà la molla che farà scattare l’ira e il senso di ribellione di Roman.
“Altro” in quanto disabile. Raramente la disabilità è trattata in maniera tanto priva di retorica ma delicata. Alessandro è un ragazzo con un palese ritardo mentale. Elisabetta la sorella provvede sempre ai suoi bisogni, si è trasformata in madre per lui, ma il ruolo che non sarebbe di sua competenza l’ha fatta crescere ottusa e frustrata. Beatrice non si è mai presa cura di Alessandro, l’ha sempre trattato come fosse il figlio di un conoscente, una mascotte da far divertire ogni tanto senza l’incombenza della responsabilità. La zia Alice è perfettamente consapevole della situazione e col suo sguardo feroce e distaccato si rende conto del malsano clima creato ma il suo aiuto si dimostrerà un freddo obolo. I personaggi più esterni alla famiglia mostrano invece due estremi con i quali la disabilità viene percepita al di fuori dal nucleo familiare: per Annibale è un ragazzo fastidioso che continuamente lo disturba col proprio affetto, per Roman invece è un bambino da far giocare e, nonostante i suoi rozzi modi di fare, riesce a farlo svagare. In tutto questo però il dramma lo vive Alessandro che cerca più volte di invocare aiuto ma non viene mai ascoltato.

Una cena di Capodanno ricca di portate che immerge lentamente lo spettatore nelle vicende di una famiglia unica. In un ambiente a tratti divertente, a tratti drammatico, ma sempre coinvolgente sarà costretto a fare un piacevolissimo sforzo: riflettere.

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